COMUNICATO STAMPA
Palazzo Ducale prende atto dell’iniziativa della Procura di Genova, alla quale ha fornito come doveroso la massima collaborazione. In conseguenza del procedimento in corso e indipendentemente dalle sue evoluzioni e da come si concluderà, Palazzo Ducale ha subito consistenti danni d’immagine e materiali (e rischia di subirne ulteriori) e si configura esclusivamente come parte lesa. Palazzo Ducale rimarca di non avere organizzato direttamente la mostra avendone commissionato la realizzazione e la selezione delle opere, a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira con cui, da anni, ha avviato una consolidata e importante collaborazione a partire dalle mostre “Frida Kahlo” e “Da Van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit”, quarta mostra italiana per numero di visitatori nel 2016. MondoMostre Skira ha scelto un curatore, Rudy Chiappini, per oltre 20 anni direttore del Museo d’ Arte di Lugano, curatore riconosciuto di mostre di respiro internazionale, tra cui anche su Modigliani, e mai in alcun modo discusso dalla comunità scientifica. Per questo Palazzo Ducale ritiene di aver operato con i tradizionali criteri di prudenza e di attenzione sia con l’individuazione di un partner di grande esperienza internazionale (nei confronti del quale e del suo presidente Massimo Vitta Zelman, alla luce della positiva esperienza maturata negli anni, non può che esprimere piena fiducia) sia accettando una curatela scientificamente riconosciuta. Palazzo Ducale conferma la propria fiducia nella magistratura e si riserva di tutelare in ogni sede i propri diritti e la propria immagine.
Palazzo Ducale e MondoMostre Skira, a fronte degli accertamenti investigativi ancora in corso, scelgono autonomamente per rispetto del pubblico e dei visitatori di anticipare di tre giorni la conclusione della mostra che pertanto da oggi non sarà più visitabile.


L’ottava edizione de la Storia in Piazza è dedicata al tema degli Imperi, da quelli più antichi e celebri quali l’Impero Babilonese, quello Macedone di Alessandro Magno e l’Impero Romano, fino ai contemporanei e trasversali imperi senza terra.
In genere si definisce impero un territorio esteso, governato da un centro e costituito da diverse etnie e culture. Ma si definiscono imperi anche quelli nati in seguito alle espansioni coloniali a partire dal XVII secolo e gli stati multinazionali della fine del XIX secolo, come quello Austro-Ungarico o Zarista.
Lo stesso termine impero si può estendere al dominio finanziario della Repubblica di Genova o al predominio della Repubblica di Venezia nel Mediterraneo orientale; così come alle grandi supremazie mercantili delle Compagnie delle Indie olandesi, inglesi e francesi.
Infine, il termine viene utilizzato abitualmente come metafora dei poteri economici transnazionali moderni.
Qui di seguito, tutti gli incontri previsti nel corsodei quattro giorni.
Il programma completo della Manifestazione è scaricabile qui.
Allievo di Eric Hobsbawm, è professore emerito di Storia Europea Comparata al Queen Mary College di Londra.
Perchè creare un impero? Per gloria e prestigio? Per vendere i propri prodotti? Per ottenere materie prime? Per diffondere la civiltà? Chi ci guadagna? Chi ci perde? Una panoramica dei motivi dietro il linguaggio imperiale degli ultimi duemila anni.
Introduce Luca Borzani.
Con la partecipazione del Quartetto Paganini-Sivori
Musiche di Niccolò Paganini.
In collaborazione con Fondazione Teatro Carlo Felice.
Direttore dei Musei di Strada Nuova, Genova.
La visita a Genova nell’estate del 1529 dell’imperatore Carlo V d’Asburgo, trentanovesimo successore di Carlo Magno, sancì il nuovo corso dato alla storia dalle scelte operate da Andrea Doria. In linea con la dignità dell’illustre ospite e con la cultura promossa dal grande ammiraglio, per il sovrano fu pensato un vero e proprio trionfo, secondo la tradizione classica, con tanto di archi celebrativi realizzati con la regia di un eccellente artista del Rinascimento: Perin del Vaga.
Filosofo e sociologo francese tra le figure più prestigiose della cultura contemporanea.
Una riflessione sul progresso a partire dal concetto secondo cui la “legge” è di fatto il mito di un progresso irreversibile e globale e ogni progresso comporta una perdita. La crisi del progresso comporta una disgiunzione fra il progresso scientifico-tecnicoeconomico e una regressione etica, affettiva e intellettuale.
Introduce Riccardo Mazzeo, Editor storico della Casa Editrice Erickson.
Professore emerito de l'Université Panthéon-Sorbonne di Parigi
Le due repubbliche marinare hanno approfittato del lento smembramento dell’ impero bizantino per creare insediamenti dotati di privilegi politici, commerciali e giurisdizionali nella capitale dell’impero e nelle isole del Mar Egeo. Venezia già dalla fine del X secolo, Genova dalla metà del XII secolo. Ne è risultata un violenta concorrenza tra Genovesi e Veneziani, che è sbocciata in un intero secolo di guerre «coloniali».
Professore Emerito dell'Istituto Italiano di Scienze Umane alla Scuola Normale Superiore di Pisa
Il termine “impero” è ormai entrato nel lessico storico, antropologico, giuridico e politologico nei significati di “suprema autorità”, “massimo potere”, “predominio”, “supremazia riconosciuta”: il che, associato ai malintesi generati dall’abuso della parola “imperialismo”, che lessicalmente le è affine ed etimologicamente ne è derivata ma che semanticamente ne è lontana, non manca di generare equivoci e confusioni.
A cura de Il Cantiere della Storia
Storico e critico cinematografico. Insegna Storia e critica del cinema all'Università di Padova
Esattamente cent'anni fa, il 7 aprile 1917 con lo sbarco in Europa delle truppe americane del generale Pershing, sbarcano anche i primi veri contingenti cinematografici destinati a invadere tutti i paesi europei, Unione Sovietica compresa. Una vera invasione americana!
Professore ordinario di Storia romana presso la Scuola Normale di Pisa, è presidente della Giunta Centrale per gli Studi Storici e dell'Istituto italiano per la storia antica
La parola Roma evoca soprattutto scenari di efficienza bellica, di conquista, di dominio, di interi popoli ridotti in schiavitù. Ma se Roma si fosse limitata a questo la sua gloria sarebbe risultata effimera. Quella città così forte rivelò invece anche una straordinaria capacità d'integrare i vinti e di elargire i diritti di cittadinanza. Superare i luoghi comuni per un'immagine più autentica della romanità.
Fotogiornalista, scrittrice di viaggio, documentarista
Il racconto, anche attraverso le immagini, delle ultime oasi d’incontro tra fedi, zone franche assediate dai fanatismi armati, patrie perdute dei fuggiaschi di oggi. Un mondo parallelo e poco raccontato che va dall’Asia centrale all’America Latina, dalle Russie al Medio Oriente.
In collaborazione con 36° Fotogramma.
Direttrice dell’Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento di Genova
Un vero e proprio incontro tra l’Imperatore dei Francesi e una città fortemente repubblicana e ostile ai Savoia per tradizione, ancora ferita dal ricordo della feroce repressione del 1849 ad opera delle truppe piemontesi del Lamarmora.
Critico, autore e conduttore televisivo
Una conferenza spettacolo alla scoperta dell'avventura messicana di Massimiliano I, il monarca dandy sostenuto e tradito da Napoleone III e diventato una sorta di icona pop tra cinema, pittura, musica e naturalmente poesia.
Con la partecipazione di Marco Sciaccaluga
Presenta Cristiano Palozzi
Professore Emerito di Storia all'Università di Newcastle, UK
La Brexit viene spesso attribuita alla memoria dell’Impero e, in particolare, alla riluttanza inglese a tornare nuovamente al ruolo di nazione “ordinaria”, dopo tutti gli anni passati a dominare il mondo. Al contrario, il mito dell’Impero Britannico ha inciso marginalmente sulla scelta antieuropeista e laddove invece l’ha influenzata, ciò è avvenuto sulla base di un’idea alternativa sia dell'Impero Britannico che del ruolo che esso ha avuto nella storia.
Professore ordinario di Letteratura e cultura inglese all’Università di Genova
La missione a Khartoum del Generale Gordon, vera icona mediatica nell’Inghilterra tardo vittoriana, permette uno straordinario sguardo sull’immaginario imperialista ottocentesco. Una ricostruzione realizzata attingendo alla pubblicistica e memorialistica del tempo, senza trascurare la grande letteratura di Kipling e Conrad.
Scrittrice e storica, specializzata in Storia Ottomana alla School of Oriental and African Studies, Università di Londra
Gli Ottomani riuscirono a costruire un impero che si estese su tre continenti e che fu governato dalla stessa dinastia - la famiglia di Osman - sino a dopo la Prima Guerra Mondiale. Il mito della fondazione dell'Impero continua a colorare la storia turca e a influenzare il presente. Il racconto di come nacque, come sostenne il suo dominio per secoli su lontane popolazioni multietniche e multi-religiose, come vacillò e poi cadde.
Antropologo e scrittore e insegna Antropologia culturale all'Università di Genova
Nata nell'XI secolo, la città di Timbuctu fu al centro di grandi imperi sorti a cavallo tra le sabbie del Sahara e le pianure del Sahel e divenuti celebri per i commerci transahariani di beni preziosi. Una storia poco conosciuta, di una città che fu un importantissimo centro culturale e che è divenuta, nell'immaginario occidentale, un vero e proprio mito per esploratori, mercanti e viaggiatori.
Già docente di Filosofia teoretica all'Università di Milano-Bicocca
L’essenza filosofica dell’impero è l’universalismo. Quest’idea si presenta in generale con un doppio volto. Per un verso l’impero coincide la creazione di uno “spazio politico comune” entro cui possono coesistere popoli diversi e dove è garantita la pace. Ma l’impero può coincidere anche con la sottomissione ad unico potere ed essere centrato sulla verticalità del comando. Nell’età della globalizzazione in cui tutto è dentro e nulla è fuori com'è possibile una coesistenza nella pace?
Direttore di Limes, rivista italiana di geopolitica, editorialista di Repubblica e dell'Espresso. Insegna alla LUISS Guido Carli di Roma
Le nazioni che hanno vissuto un’esperienza imperiale tendono a mantenerne viva la memoria. L’impero si afferma come fattore centrale della loro identità e può essere rievocato anche per mobilitare nuovi progetti geopolitici, avventure neo-imperiali. Che cosa ci insegna la storia al riguardo? Le lezioni di Russia e Turchia, il caso europeo e quello americano: affinità e differenze.
Giornalista, scrittore e corrispondente di Repubblica da New York
Il declino relativo della potenza leader, un fenomeno già in atto prima di Trump, è destinato ad accelerare? La storia non ama i vuoti... Chi riempirà il deficit di egemonia? Se esiste un progetto imperiale a Oriente, che cosa significa per noi.
Giornalista e saggista e scrive per Repubblica, di cui è stato caporedattore delle pagine culturali
Il potere si è sempre mosso su due piani: quello della sua legittimazione attraverso l'immagine, per cui non ci può essere un potere che non sia anche simbolico e quello del nascondimento, dell'Arcana Imperii, del segreto che rende il potere una sostanza inaccessibile. Questa dialettica tra i due aspetti ha dominato l'agire politico lungo tutta la modernità. La democrazia si è posta come lo strumento più efficace per neutralizzarne gli effetti. È ancora così?
Professore ordinario di storia contemporanea all'Università di Palermo
Per cento e più anni, dal 1861 al 1975, il potere della mafia è stato più che altro sotterraneo: conficcato nella profondità delle relazioni sociali, dell’economia, della politica. Oggi la mafia e la grande criminalità si muovono su un piano internazionale spesso confondendosi con i flussi dell’economia finanziarizzata. Quali meccanismi hanno indotto il potere della mafia a trasformarsi? In che misura esso ha condizionato la storia generale italiana?
Storico e romanziere britannico specializzato in storia e cultura russa ed insegna Storia al Birkbeck College dell'Università di Londra
Perché l'impero russo ha uno sviluppo così esteso? Cosa lo distingue dagli altri imperi europei del XIX secolo? Quali sono stati i retaggi per la Russia come nazione e per il suo sistema di governance? L'Unione Sovietica fu una reincarnazione dell'impero russo o qualcosa di diverso? Ed oggi stiamo assistendo alla sua rinascita?
Professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Siena
Quanti italiani sanno che la Penisola è stata una potenza coloniale? Una potenza prima liberale e poi fascista che ha scatenato guerre, ha impegnato bilanci e ha inviato soldati per conquistare colonie africane? L'Italia unita ha avuto le proprie colonie spesso contro l'opposizione delle altre potenze europee e contro la resistenza delle popolazioni locali.
Giornalista, autore del programma di Rai3 C’era una volta e conduttore della trasmissione Dagli Appennini alle Ande
Lo sfruttamento dei Paesi del terzo mondo non è per nulla finito, anzi si è trasformato in qualcosa di persino più odioso, devastante e ipocrita. Le troppe bugie sull'Africa, sulle ragioni e le tragedie dell'immigrazione che tanto spaventa l'Europa attraverso la storia del giovane presidente del Burkina Faso che voleva cambiare il suo paese e il mondo e venne ucciso per le sue idee e la sua onestà.
In collaborazione con Associazione Senza Paura
Tra i massimi esperti della Cina moderna ed insegna Storia e Politica della Cina moderna all'Università di Oxford
La Cina di oggi è una delle società più fortemente capitaliste del mondo. Eppure, sta rinnovando l’interesse per il suo grande saggio Confucio che si opponeva fortemente ai valori del mercato. Come si è arrivati a questa situazione? Un approfondimento sul rapporto complesso tra Confucio e il capitalismo, i tumulti del XX secolo, allorché il confucianesimo venne respinto e poi recuperato. L’influsso del movimento della “Nuova Cultura” agli albori del XX secolo, la Rivoluzione Culturale di Mao.
Insegna Storia dell’Arte Medievale all’Università di Genova
Nel primo Trecento, un monumento strepitoso, eretto in una chiesa genovese, è concepito e realizzato come estremo puntello propagandistico di un progetto politico imperiale con più nemici che sostenitori.
Insegna alla Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, critico d’arte e scrittore, è direttore della rivista Art e Dossier. È autore e conduttore televisivo
Insegna Histoire du Maghreb contemporain all’Université Paris-XIII ed è presidente del Conseil d’Orientation de la Cité nationale de l’histoire de l’immigration
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto grazie alla loro potenza coloniale, Francia e Gran Bretagna si trovano dalla parte dei vincitori, eppure in meno di venti anni, saranno destinate a perdere la loro egemonia. È l’inizio della cosiddetta decolonizzazione, il cui avvio fu determinato dall’emergere, nel corso del secondo conflitto, delle due superpotenze, gli USA e l'URSS e, subito dopo, dal cambiamento degli equilibri geopolitici del pianeta.
Giornalista esperto in critica dell'immagine e della comunicazione visiva
Dalla letteratura fantastica e fantascientifica al fumetto, molti autori si sono cimentati nell'ideazione e nella costruzione di grandi strutture politiche multietniche spesso rette da poteri assolutistici, all'insegna soprattutto dell'avventura e dell'immaginazione. Da Buck Rogers e Flash Gordon a Star Wars, da Atlantide e Mu a Estasia e Pellucidar, fino alla Terra di Mezzo di Tolkien.
Docente di Storia Internazionale presso l'Università di Sheffield, UK
La storia degli Aztechi è stata infestata dallo spettro del sacrificio umano. Ma non erano “selvaggi”: la “città fluttuante” di Tenochtitlan era una metropoli raffinata di gente colta e esperta nel cuore di un impero di milioni di persone. Il racconto di una cultura unica e la storia epica della sua lotta contro i Conquistadores spagnoli che rivela il conflitto di imperi e ideologie che portarono alla devastazione del mondo Azteco.
Giornalista e critico musicale, studioso di estetiche musicali afroamericane
Le musiche del Novecento tra invenzione e dissimulazione, nel secolo dei poteri globali e pervasivi. Da Occidente a Oriente e ritorno, tappa intermedia l'Africa. In mezzo, l'Oceano del Middle Passage. Un viaggio senza bussola e senza vincoli stringenti cronologici alla ricerca di note imposte, mediate, articolate, rifunzionalizzate: strumenti di comunicazione e veicoli per l'affermazione di identità in bilico tra mercato e arte.
Professore associato di storia britannica presso l'Università di Oxford, UK
Dal 1757 al 1857 si verificò il crollo dell’impero Mughal che rese possibile la conquista britannica dell’India. Una riflessione sulla caduta dei potenti Mughal - la dinastia musulmana che governava il paese fin dal XVI secolo - e l'inizio del potere britannico in India. Le maniere rapide, brutali e spesso sorprendenti con cui i Britannici cominciarono a cambiare l’India. La feroce resistenza locale.
Giornalista, responsabile delle pagine d’arte dell’inserto culturale Domenica de Il Sole 24 Ore
Storia, personaggi, retroscena (e pettegolezzi) attorno al colossale ritratto di gruppo (sei metri per dieci!) realizzato da Jacques-Louis David tra il 1805 e 1807 (e oggi al Louvre) per immortalare l'incoronazione imperiale di Napoleone Bonaparte e di Giuseppina di Beauharnais.
Professore di Storia degli Stati Uniti presso la Columbia University di New York
Gli Stati Uniti, in maniera inconsueta se non unica, hanno sempre agito partendo dal presupposto di essere una nazione “storico-mondiale”, e che il destino del mondo dipenda in maniera fondamentale da ciò che essi fanno o non fanno. Nel XIX secolo, questa ideologia ha giustificato l’espansionismo territoriale, l’enorme crescita degli stessi Stati Uniti grazie alle conquiste delle popolazioni (principalmente) dei nativi e del Messico. Nel XX secolo un ruolo imperiale sul pianeta.
Insegna Storia comparata e Storia dei diritti umani all'Università di Siena
A cavallo tra i due secoli si diffonde una nuova idea di impero, legata alla definizione di «imperialismo» che ne dà Hobson e su cui si misurano, successivamente, numerosi marxisti, da Lenin e Bauer, da Hilferding a Luxemburg. Queste “teorie” si intrecciano con il dibattito politico e culturale che, nello stesso periodo, ha luogo sui tratti positivi (o negativi) del colonialismo, di cui sarà esempio massimo il poema di Kipling Il fardello dell’uomo bianco.
Professore associato presso la sezione di Germanistica-Dipartimento di studi linguistici e culturali comparati dell’Università Cà Foscari di Venezia
Nonostante gli intenti di chi, nel secondo Novecento, ha scritto sulla fine del “mondo di ieri” e sulla caduta delle sicurezze storiche ed esistenziali della Mitteleuropa austriaca, il mito dell’universo imperialregio è ancora lontano dall’aver perso la sua presa. Scrittori, filosofi, musicisti, pittori che ebbero la lucida visione del necessario superamento della lunga fase storica e culturale iniziata con Maria Teresa e finita con Francesco Giuseppe.
In collaborazione con Adelphi Edizioni.
Teologo e scrittore
L’imperialismo, prima che nella forza delle armi, nasce nella mente. Qual è stato il contributo al riguardo della teologia cristiana?
Professore di Storia internazionale presso l’Institut d’études politiques – Sciences Po di Parigi
“Un impero, per molti aspetti il più interessante nel mondo”. Così Alexander Hamilton apriva il Federalista n.1, perorando la causa della ratifica della Costituzione elaborata a Filadelfia. Il significato del termine, così come la natura e le caratteristiche dell’impero statunitense, sono cambiati col tempo. Il secondo, da continentale si è fatto vieppiù globale. Proprio questa trasformazione sarà al centro del discorso per comprendere quanto di peculiare vi sia nell’ultimo, e nel più problematico, di tutti gli imperi.
Scrittore e tatuatore di origine siberiana
Da sempre in Siberia i destini dei grandi imperi si sono intrecciati a quelli degli uomini, componendo un unico tessuto narrativo alla base di molte leggende. Negli spazi sconfinati di una Siberia mitica e selvaggia, non c'è albero, fiume, animale, che non prenda corpo e voce. È la forza sovversiva della natura che permea ogni cosa e prende il sopravvento sull'ottusità e la prepotenza degli uomini.
In collaborazione con Einaudi Editore.
Storico britannico e saggista politico. Di orientamento marxista, si è specializzato nella storia culturale. Insegna storia e sociologia alla University of California
Le origini del diritto internazionale in Europa nei secoli XVI e XVII, in relazione all’espansione oltremare nelle Americhe e in Asia; il suo sviluppo moderno nel periodo dell’imperialismo del tardo XIX secolo e gli inizi del XX; la sua formalizzazione dopo la Prima Guerra Mondiale e il significato contemporaneo al tempo dell’egemonia globale degli Stati Uniti.
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Mostra Modigliani. Palazzo Ducale, Giacomo Matteotti, 9 - 16123 Genova
. Dal 15/03/2017 al 16/07/2017.
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